AI agentica per l’accessibilità digitale: il costo privato di un diritto
L’AI agentica può aiutare le persone con disabilità visiva a utilizzare servizi online inaccessibili, ma gli abbonamenti costano fra venti e duecento euro al mese. Un diritto già garantito dalla legge resta praticabile solo per chi se lo può permettere.
Da qualche mese uso agenti di AI per compilare moduli, accedere a servizi online, gestire siti e scrivere codice. La tecnologia funziona: un agente vede lo schermo, interpreta quello che io non leggo, agisce per mio conto. Costa fra venti e duecento euro al mese, a seconda della piattaforma e dell’intensità d’uso.
In Italia circa due milioni di persone hanno una disabilità visiva. La maggior parte non può permettersi un abbonamento mensile per esercitare un diritto che la legge già garantisce.
L’AI agentica è un cambio di paradigma nell’accessibilità digitale. Tradizionalmente erano gli sviluppatori a dover rendere accessibili i prodotti; ora l’utente ha un intermediario che naviga qualsiasi interfaccia, anche quelle non progettate per essere accessibili. Il risultato è funzionale, ma il costo dello strumento ricade sull’utente con disabilità, non su chi quell’interfaccia l’ha costruita male.
Articolo integrale
Continua a leggere su Agenda Digitale