Accessibility Nutrition Labels: l’etichetta che ti dice se un’app è accessibile prima ancora di scaricarla

Tabella dei Contenuti

Nel maggio 2025, Apple ha Aannunciato qualcosa che, a prima vista, può sembrare una piccolezza: una nuova etichetta. Si chiama Accessibility Nutrition Label, ed è una tabella che ti dice subito quali funzioni accessibili sono presenti in un’app. Palesemente ispirata alle etichette nutrizionali del cibo, questa novità si porta dietro una logica semplice: sapere prima, scegliere meglio.

Una persona cieca, ad esempio, potrà finalmente sapere se un’app funziona con VoiceOver senza doverla installare e provare a tentoni. Lo stesso vale per chi ha bisogno del contrasto elevato, del testo ingrandito, o di comandi vocali. Queste etichette non servono a fare scena: servono a evitare tempo perso, frustrazione e disagi inutili.

A cosa servono davvero?

Chi usa tecnologie assistive sa cosa significa scaricare un’app e rendersi conto, dopo cinque secondi, che non funziona con lo screen reader. Questa nuova scheda ti toglie il dubbio: mostra una lista chiara, sempre nella stessa posizione, con tutte le principali funzioni accessibili che l’app supporta o non supporta.

Non ci sono spiegazioni vaghe. O c’è, o non c’è. Fine. Le voci elencate includono:

  • VoiceOver
  • Braille display
  • Voice Control
  • Dynamic Type
  • Contrasto aumentato
  • Riduzione movimento
  • Sottotitoli
  • Navigazione da tastiera
  • Puntatori esterni

Chi pubblica un’app dovrà compilare una scheda binaria per ciascuna di queste voci. Ma non è una semplice dichiarazione: Apple controllerà automaticamente il codice per verificare se l’app usa davvero le API necessarie.

Quando arrivano?

Le Accessibility Nutrition Labels sono già disponibili, su base volontaria, per chi aggiorna o pubblica nuove app. Sono state introdotte con le beta estive di iOS 26 (sì, il nome è cambiato: niente iOS 19, si passa direttamente a iOS 26) e macOS 15. Il rollout obbligatorio è previsto entro la fine del 2025, ma Apple non ha dato una data precisa.

Le etichette arriveranno anche sull’App Store del Vision Pro, ma in un secondo momento.

Dove compaiono?

Le troverai nella scheda dell’app, accanto alle info classiche come la privacy o l’età consigliata. Apple ha già mostrato l’aspetto grafico: un riquadro con simboli chiari e descrizioni accessibili anche ai lettori di schermo.

In futuro (non si sa ancora quando) sarà possibile anche filtrare le app in base alle funzioni accessibili. Sarà possibile, ad esempio, cercare solo app compatibili con VoiceOver e Dynamic Type.

Perché serve

A livello globale, 1,3 miliardi di persone vivono con una qualche forma di disabilità. Quasi una persona su sei.

Eppure ancora oggi l’accessibilità digitale è spesso lasciata alla buona volontà degli sviluppatori. Questa iniziativa di Apple cambia le regole del gioco: porta trasparenza. E costringe chi crea software a esporsi.

O dichiari le cose come stanno, oppure il tuo prodotto avrà una scheda vuota. Non penalizzata, per ora, ma nemmeno aiutata.

L’aspetto economico

C’è anche un discorso di numeri. Uno studio di Accenture, condotto insieme a Disability:IN, ha dimostrato che le aziende che investono in accessibilità registrano un aumento del 28% dei ricavi e del 30% dei margini rispetto alla media.

Quindi, no: non è un dettaglio da bravo ragazzo. È una scelta strategica che conviene a tutti.

Le reazioni

Eric Bridges, presidente della American Foundation for the Blind, ha definito questa mossa di Apple “una vittoria per l’autonomia degli utenti”. Una frase semplice, ma che dice tanto. Perché qui non si parla di favori. Si parla di poter scegliere un’app sapendo se funziona o no per te.

Molte associazioni sperano che questa idea venga estesa anche ad altri ambiti: videogiochi, siti web, servizi in abbonamento.

E gli altri cosa fanno?

Apple non è la prima a pensare a una forma di etichettatura accessibile. Ma è la prima a volerla estendere a tutto l’ecosistema.

Google, nel 2023, ha introdotto le Accessibility Tags su Play Store. Ma si tratta di tag facoltativi, inseriti manualmente dagli sviluppatori, senza controlli sul codice.

Microsoft, invece, ha lanciato già nel 2021 le Game Accessibility Feature Tags su Xbox Store. Ma il nome stesso lo dice: riguardano solo i giochi, e solo su console.

La differenza sta tutta qui: Apple lo fa per tutte le app, con controlli automatici, e lo integra direttamente nell’App Store.

Per gli sviluppatori

Chi pubblica app dovrà passare da un nuovo modulo in App Store Connect. Niente testi lunghi, solo una serie di voci da spuntare. Ma ogni spunta deve essere supportata dal codice: se dichiari supporto a Braille Display ma non usi nemmeno un’API per gestirlo, l’App Store se ne accorge.

Questo spingerà molti a integrare davvero le funzioni accessibili, non a dichiararle per finta. E chi lavora già bene in questo senso, finalmente avrà un modo per renderlo visibile.

E se uno prova a fare il furbo?

Apple ha detto chiaramente che ci saranno controlli automatici. Se un’app dichiara il supporto a VoiceOver ma non lo implementa, può essere bloccata o rimossa.

In più, gli utenti stessi potranno segnalare eventuali discrepanze. Quindi il sistema si basa su doppio binario: analisi tecnica e feedback della community.

Cosa cambia davvero

Per gli utenti con disabilità, cambia tanto. Avere un’informazione chiara prima di installare un’app è un passo enorme.

Per gli sviluppatori, è un’occasione per distinguersi.

Per Apple, è un modo per posizionarsi ancora di più come marchio che si occupa di accessibilità sul serio.

E no, non serve essere ciechi per apprezzare questo sistema. Tutti, prima o poi, possono trovarsi a dover usare un testo più grande, attivare i sottotitoli, o usare il telefono senza mani.

Una direzione giusta

Le Accessibility Nutrition Labels non risolvono tutto, ma aprono una strada. Costringono a parlare di accessibilità, a prenderla in considerazione, a farla emergere anche nella vetrina principale dell’App Store.

E questo, da solo, è un cambio di passo

Banner Libro Accessibilità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *